L’attività di clownterapia in ospedale è tesa a sdrammatizzare il contesto e le procedure ospedaliere, a creare momenti di socializzazione attraverso l’opera dei Clown Dottori, che con i loro comici interventi, sono in grado di alzare il tono dell’umore del piccolo paziente e, di conseguenza, le sue difese immunitarie (attraverso la secrezione di beta endorfina nell’atto del ridere) e fungere, così, da vere e proprie terapie di sostegno. Negli interventi di clown terapia vengono coinvolte le figure di riferimento per il bambino (genitori), in modo da far calare i livelli di ansia e stress, nonché le figure sanitarie che quotidianamente accudiscono il piccolo, in modo da facilitare lo svolgersi delle pratiche ospedaliere. Spesso si opera durante le pratiche cliniche, assieme ai sanitari, in modo da far scemare la paura e l’ansia che le accompagna, sdrammatizzando anche il lavoro degli operatori e quindi facilitandone i compiti. Gli interventi dei Cd sono sempre improvvisati, e strutturati in base alla situazione che ci si trova ad affrontare in ogni singola stanza (diverso sarà l’intervento su una bimba intimorita e appena ricoverata, altro su un bambino carico di rabbia per il protratto ricovero, atro su uno in via di risveglio dall’anestesia...)
Scopo degli interventi presso le strutture per anziani è quello di fornire nuove possibilità comportamentali e relazionali in un contesto spesso "atrofizzato": l’anziano ricoverato o rimasto solo spesso si trova a dover rielaborare una serie di perdite (perdita dell’autonomia, di affetti, di abilità, del ruolo sociale e lavorativo..), la difficoltà ad accettare una nuova condizione (il ricovero, il distacco dalla famiglia, la mancanza di operatività..) possono degenerare in depressioni, problemi affettivi, malattie psicosomatiche ed accelerare il processo di demenza senile. Spesso gli anziani si sentono inutili, privi di occasioni per sentirsi ancora vivi ed ancor meno per ridere. Attraverso la comico terapia, l’arteterapia e la musicoterapia si tenta di rielaborare tali situazioni di partenza per far riemergere l’io comico e bambino ancora presente, far riaffiorare la capacità di dare, focalizzandosi non su cosa si è perso ma su ciò che si ha ancora da offrire (in qualsiasi condizione psicofisica!)
Gli interventi mirano a riportare l’anziano al presente rivalutandolo, creando nuovi legami sociali ed affettivi, a trovare nuove stimoli per agire, a rivisitare il proprio passato in chiave ottimistica (cosa si è realizzato, quali obiettivi si sono raggiunti, che senso si è dato alla propria esistenza) e a guardare al futuro non solo come fine dell’esistenza, ma come possibile realizzazione di nuovi valori e significati esistenziali.
Il portatore di handicap raramente possiede un’immagine positiva, attiva e creativa di sé, come essere umano integro, capace di dare voce alle proprie emozioni, canalizzando la propria energia, attraverso il gesto artistico ed il gioco (individuale e corale). Negli interventi in strutture per portatori di handicap ci si basa sul richiamo al senso del gioco, sull’uso di principi di arteterapia e della drammatizzazione, ripercorrendo gli stati neonatali ed il piacere della scoperta dei 5 sensi.
Si fa così spazio alla parte istintuale, che nel processo ludico viene sollecitati in tutte le direzioni possibili: tramite l’uso del colore, il contatto con tutti i possibili materiali, la manipolazione, l’immersione nella materia, il riconoscimento olfattivo, l’evocazione libera di immagini naturali e dei 4 elementi. Gioco e risata liberano dalla sensazione di "Diversità" riuscendo a creare nuovi canali per l’energia della persona, che scopre la sua possibilità di estensione del proprio corpo nello spazio, di viaggiare oltre i propri confini attraverso la fantasia e la creatività, di dare forme diverse alle proprie emozioni, di giocare con la sonorità, con la materia, con il proprio corpo, con l’Altro,...
CROAZIA 2006: Con i proventi del Festival Clown & clown del 2005, in collaborazione con il comune di Monte San Giusto, Ridere per Vivere ha "esportato" la clownterapia anche in Croazia, con una missione umanitaria "Zagabria Sganau" che ha toccato ospedali, centri Sos per orfani, strutture per handicap gravi e ha contribuito a gettare le basi perché anche dall’altra parte dell’adriatico la clownterapia e le terapie di sostegno possano portare ad un’umanizzazione dei centri di ricovero e cura.
Abruzzo 2009: con interventi presso i campi d’emergenza nell’immediato dopo terremoto
Dopo "Lo spettacolo più bello del mondo" i volontari di IL BAULE DEI SOGNI mettono in scena nel 2007 "E se non fossi un clown?!...", una sintesi poetica e divertente di come il clown in corsia sia una naturale evoluzione del clown del circo e di come, nella filosofia de Il baule dei sogni, "tutto quello che non viene donato va perduto". Ma anche spettacoli di strada come "Ragtime" e "L’arte del clown dottore".
Presso il comune di Ancona e presso il comune di Monte San Giusto, con bambini e ragazzi segnalati dai servizi sociali. Il laboratorio è finalizzato all’integrazione sociale, allo sviluppo armonico dei bambini, alla ricerca di una propria immagine positiva, alla prevenzione di fenomeni di bullismo… ed ha portato alla realizzazione di spettacoli destinati alla cittadinanza.